Eventi
26/03/2014
(RE)IMPARARE A GUARDARE - Workshop di semiotica ed estetica dell'immagine a cura di Andrea Papi
Categoria: Eventi"Chi sei? Che ne sai tu del significato di essere vero? Che cosa metti in discussione? Quali sono le tue ossessioni? Quando mi trovo di fronte ad un lavoro fotografico, questo è quello che mi intriga. Una fotografia che non parla di fotografia, o di stile, confinata in una categoria, ma una fotografia che trascende tutto questo. Fotografia come rivelazione di ciò che significa essere vivi, per il fotografo e per la vita raffigurata"
Michael Ackerman
Con i media digitali e l’impatto dei social network è necessaria una riflessione sul significato della fotografia e sul ruolo del fotografo nella società contemporanea, cercando di uscire dai facili schematismi di contrapposizione vecchio/nuovo. I media digitali ci portano a vivere in modo diverso, con aspettative e percezioni mutate. Cambia il senso della comunità così come la percezione di noi stessi.
Si parla di rivoluzione digitale come di qualcosa ancora in divenire, anche se ormai è un cambiamento già avvenuto e che ha radicalmente mutato la percezione di spazio-tempo e i rapporti di fruizione delle immagini. Il rischio reale ed attuale è la iper-produzione fotografica, a cui siamo quotidianamente sottoposti e che conduce ad uno stato di “attenzione parziale permanente”. Primo passo necessario è quello di porsi delle domande: perché scatto una fotografia e la voglio far vedere? perché mi piace un’immagine? esiste una regola per definirla bella?
All’interno del workshop si analizzeranno e discuteranno alcuni saggi di Jean Baudrillard, Susan Sontag, Gilles Deleuze, Fred Ritchin, Luigi Ghirri, cercando di arrivare a delle risposte (o meglio: di continuare a porre altre domande), per poi incentrarsi sulle diverse tendenze della fotografia (dal reportage alla fotografia di ricerca), prendendo in esame fotografie di autori significativi come Luc Delahaye, Leonie Purchas, August Sander, Diane Arbus, Joel-Peter Witkin, Ralph Eugene Meatyard, i Surrealisti, Gregory Crewdson, Jeff Wall, Hiroshi Sugimoto, Michael Ackerman.
Essendo la fotografia un linguaggio che non è qualcosa di statico e chiuso, ma che interagisce tra i diversi mondi della comunicazione (soprattutto il cinema, figlio primo dell’immagine fissa), contestualmente all’analisi delle immagini e al concetto di arte del vedere si proietteranno e discuteranno estratti video di cortometraggi, documentari e film di Travis Klose (Arakimentari), Luis Buñuel (Un chien andalou), Man Ray (L’étoile de mer), Maya Deren (Meshes in the afternoon; Ritual in transfigured time), David Lynch (Lost Highway), Ridley Scott (Blade Runner), Michelangelo Antonioni (Blow Up).
Obiettivo del workshop sarà quello di cercare di analizzare la fotografia non come testimonianza di una realtà presente, ma come re-invenzione di quello che vediamo, percepiamo e intuiamo, focalizzandoci sul concetto di inquadratura (soglia, secondo le parole di Ghirri), inteso come punto di equilibrio tra mondo interno (quello che pensiamo, che possiamo vedere) e il mondo esterno (quello che esiste nella realtà). Allo stesso tempo si cercherà di guidare i partecipanti verso una ricerca personale che prenda in considerazione le discussioni trattate all’interno del workshop.
Ai partecipanti saranno distribuite dopo ogni lezione delle dispense con estratti di testi e saggi analizzati durante gli incontri.
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